Note manoscritte

Frequentemente vengono rinvenute note manoscritte all’interno dei libri antichi. Esse fanno parte dei “dati di esemplare” cioè delle caratteristiche fisiche peculiari relative al libro che si sono generate al di fuori della tipografia.

Questi dati rappresentano tutte particolarità che afferiscono all'esemplare e alla sua storia. In taluni casi i dati di esemplare possono superare per importanza la notizia bibliografica stessa (es. presenza di note di possesso particolari, postille manoscritte coeve etc.). Nel volume “M. Antonii Maioragii, Commentarius in dialogum. De partitione oratoria M. Tullij Ciceronis. Opera, atque studio Io. Petri Ayroldi Marcellini Mediolanensis…” sull’ultima carta di guardia posteriore è stato ritrovata la seguente nota manoscritta, un sonetto: Bella non tardar più / vienimi a consolar / non merta il mio il mio peccar / si lungo sdegno. Si / t’offesi è ver dì sì / amor mi diede ardir / [Ma] non è l’mio fallir / Si grave errore […] / Non merto pena tal / S’io ti baciai crudel / ch’a me tanto fedel / mercè non davi / Non più mi minacciar / vengo al tuo piede umil / e ‘n catena Servil / Eccomi schiavo / Dammi qual voi maggior