Frontespizio

Il frontespizio è la pagina posta all’inizio del testo e riporta le informazioni più complete sulla pubblicazione e sulle opere in essa contenute. Di solito reca il titolo per esteso, l’indicazione di responsabilità (il nome dell’autore) e le informazioni inerenti la pubblicazione: luogo e data di stampa, nome dell’editore,  marca tipografica. I primi libri a stampa o incunaboli non possedevano il frontespizio. Il testo aveva inizio dalla prima pagina ed il libro veniva identificato dalle parole iniziali (incipit) o dal colophon. Il frontespizio divenne d’uso corrente a partire dal Cinquecento. Spesso veniva impreziosito con l’incisione di elementi decorativi: disegni architettonici, araldici, allegorici, mitologici, idillici. Alla fine del XVIII secolo il tipografo G. B. Bodoni lo riconduce a semplicità tipografica.

Il frontespizio esaminato appartiene al libro “M. Antonii Maioragii, Commentarius in dialogum. De partitione oratoria M. Tullij Ciceronis. Opera, atque studio Io. Petri Ayroldi Marcellini Mediolanensis…”. Vengono indicati: il nome dell’autore, Marco Antonio Majoragio; il titolo per esteso; il nome dell’editore, Francesco De Franceschi; il luogo di stampa, Venezia; la data, 1587; la marca tipografica. La marca tipografica è un logo che contraddistingue l’attività tipografica di uno stampatore, può essere considerata una sorta di antesignano copyright editoriale, usata a garanzia di autenticità dal tipografo. Le marche tipografiche sono una rappresentazione allegorica e simbolica della personalità del tipografo. La marca tipografica esaminata rappresenta un cornice riccamente decorata. Al centro, nell’ovale, è figurata la Pace: una donna seduta accanto a una colonna, con un ramo di olivo nella destra e il braccio sinistro appoggiato sul basamento della colonna su cui è scritto PAX.

La marca è censita (U159, O1070) su Mar.Te (http://193.206.215.10/marte/) e su Edit16 (http://edit16.iccu.sbn.it/web_iccu/ihome.htm).